uduparma - Sindacato Studentesco

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Ora vogliamo delle risposte! Presidio in Senato Accademico 27 Luglio ore 9

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volantinopresidiosenato27luglio-tracciatiIl DDL Gelmini in esame al Senato e la tristemente famosa legge 133 minano le fondamenta della didattica e della ricerca degli Atenei pubblici italiani. Il blocco delle assunzioni impedirà il cambio generazionale all'interno degli Atenei e la scelta dei ricercatori di non svolgere attività didattica non prevista nei loro contratti produrrà dei veri e propri "buchi" che difficilmente si riusciranno a coprire a settembre.

L'offerta formativa degli Atenei risulta quindi insostenibile, molti insegnamenti rimarranno scoperti, le aule vuote.

Anche la ricerca viene fortemente penalizzata, il contratto dei ricercatori diviene a tempo determinato, sminuendone così il ruolo all'interno delle Università.

A tutto questo di aggiungono i tagli previsti dalla legge 133 e dalla nuova legge finanziaria che porteranno gli Atenei a non riuscire a coprire nemmeno gli stipendi. Di conseguenza le Università non riusciranno a far fronte alle spese ordinarie per la didattica e per i servizi agli studenti.

Tutto questo determinerà, oltre a un drastico calo della qualità di didattica e ricerca, un vero e proprio declino delle Università pubbliche con la trasformazione del sistema Università da massificante a elitario.

Infatti il DDL prevede anche l'attivazione di un fondo per il merito per "premiare" gli studenti "migliori" al di là delle risorse economiche di partenza, chi ha già i mezzi per studiare verrà messo alla pari di chi non se lo potrà permettere.

 

In tutto questo l'Ateneo di Parma tace, non denuncia i tagli ai finanziamenti, non si esprime sul DDL, non risponde alle preoccupazioni degli studenti, non chiarisce la situazione di Parma nel contesto nazionale.

 

ORA VOGLIAMO DELLE RISPOSTE!

MARTEDI' 27 LUGLIO ORE 9.00

presidio durante il Senato Accademico

 

 

 

DDL Gelmini al Senato. Chiediamo l'immediato ritiro del testo. Pronti a scendere in piazza!

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gelmini-beata-ignoranzaIl DDL Gelmini è la pietra tombale di tutte le riforme che hanno affossato il sistema universitario negli ultimi decenni. Se oggi, con i tagli, gli Atenei sono sull’orlo del baratro tutti, senza distinzioni tra virtuosi, non virtuosi e virtuosismi altri, questo ddl è il colpo finale per seppellire l’idea di Università pubblica, democratica e per tutti che un Paese civile, come lo era il nostro, dovrebbe preservare. Valditara si sbaglia e fa il gioco del Ministro Gelmini, che vuole portare lo studio universitario ad essere un “affare” per pochi e l’Università ad essere un’impresa che con logiche aziendalistiche scremi il mercato.

Oggi il DDL Gelmini approvato in Commissione cultura passa all'esame dell'aula del Senato. La discussione parlamentare fino ad oggi svolta non ha prodotto nessuna modifica sostanziale dell'impianto della riforma che rimane quindi assolutamente irricevibile per l'Unione degli Universitari. E’ un proposta di riforma che modifica alla radice ed in senso aziendalista il modello organizzativo delle università, attraverso l'introduzione di privati nei consigli di amministrazione e l'assegnazione di tutti i poteri al Rettore e ai CDA. Con il DDL Gelmini si cancella completamente ogni spazio (già marginale) di democrazia e partecipazione nelle università trasformandole in piccole monarchie assolute, piegando gli organi accademici agli interessi degli esterni e dei privati.

Questa riforma non risolve nessuno degli attuali problemi del sistema universitario pubblico che, come hanno anche ricordato i Rettori, è prossimo al collasso a causa dei tagli e del sottofinanziamento. L'autonomia delle università viene mortificata attraverso imposizioni e decreti legge il cui contenuto non è stato e non sarà mai discusso con la comunità accademica.

Il Diritto allo studio con il DDL subisce di fatto una modifica tale da non rispondere più al dettato costituzionale dei "capaci e meritevoli anche se privi di mezzi", l'assegnazione dei benefici viene slegata dalle condizioni di reddito e sociali dello studente distruggendo un’idea solidale e progressiva del diritto allo studio. Chi ha già i mezzi per poter studiare sarà messo alla pari di non se lo potrà permettere. L'Unione degli Universitari non lo accetterà mai.

Questo ddl e’ contro l’universita’ e la ricerca pubblica, contro i principi costituzionali, contro il diritto allo studio, contro il futuro delle nuove generazioni, contro il futuro del paese.

Chiediamo l'immediato rititro dalla discusisone parlamentare del DDL. l’Unione degli Universitari e’ pronta a costruire per l’autunno un persorso di mobilitazione assieme a tuttte le componenti del mondo universitario e della societa’ civile che hanno a cuore la difesa del sistema universitario pubblico e democratico.

www.udu.it
 

Scucci al CNSU!! Ecco i risultati ufficiali del I Distretto!

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dsuDopo più di una settimana di attesa la commissione elettorale del I Distretto (il Nord-Est per intenderci) ha finalmente pubblicato i risultati ufficiali riguardo la tornata elettorale del 12-13 maggio.

Grande risultato della lista UdU - Liste di Sinistra - Liste Democratiche che con 16.430 voti si impone come prima lista, distanziando di quasi 2000 voti le liste di Comunione e Liberazione. Su 7 seggi 3 saranno appannaggio della nostra lista, 3 di Student Office - Ateneo Studenti e 1 della lista PDL giovani - Azione Universitaria.

Pubblicati anche i risultati ufficiali relativi ai singoli candidati. Grande successo per il candidato dell'UdU Parma Gianluca Scuccimarra che con ben 1466 preferenza risulta ufficialmente eletto nel Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari, secondo nella lista UdU e terzo su tutto il collegio.

Grazie mille a tutti voi per la fiducia che ci avete dato ancora una volta, grazie mille a tutte le liste dell'Emilia Romagna che ci hanno fortemente sostenuto e grazie soprattutto, a tutti i ragazzi dell'UdU Parma, che non hanno smesso neppure per un attimo di credere in quest'importante traguardo.

 

Ecco tutti i risultati:

Numero complessivo di schede valide: 36.099

Numero complessivo di schede bianche: 3.323

Numero complessivo di schede nulle: 2.231

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UNIONE DEGLI UNIVERSITARI - LISTE DI SINISTRA - LISTE DEMOCRATICHE: 16.430 voti (45,5%)

Candidati

Lippo Enrico - 1.615

Scuccimarra Gianluca detto Scucci - 1.466

Vecchietti Mauro - 1.259

Gusella Mattia detto Gus - 1.201

Cotichelli Carlo - 1.075

D'Amico Alessandro - 482

De Pasquale Domenico - 363

Albanese Marco - 358

Tomassoni Franco - 271

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STUDENT OFFICE - ATENEO STUDENTI: 14.744 voti (40,8%)

Candidati

Fugazzaro Francesco Maria detto Fuga - 3.999

Lonardi Stefano detto Steno - 1.335

Ortenzi Carlo Bruno detto CBO - 1.123

Tellarini Giovanni detto Tella - 944

Braco Anna - 813

Spitaleri Alessio detto Spita - 635

Rimoldi Lorenzo - 496

Boscaini Davide detto Bosca - 400

Bregolato Carlo - 291

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AZIONE UNIVERSITARIA - STUDENTI PER LE LIBERTA': 4.925 voti (13,6%)

Candidati

Borgia Claudio - 927

Cavedagna Stefano detto Cavez - 594

Guastamacchia Vittorio detto Guasta - 506

Bruno Odette - 367

Clun Francesco - 63

Manfrin Andrea Fabrizio - 58

Schiesaro Marco - 58

Parrillo Luca - 6


 

Classifiche degli Atenei, 4 mesi dopo c'è più chiarezza

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ah ah , nelson

Avevamo fatto i conti, eravamo andati in CRUI a chiedere perchè chi sapeva taceva, qualche giornale ne aveva parlato; fin'ora però tutto era passato come un'iniziativa degli studenti, senza entrare troppo nel merito del risultato.

Oggi sul Sole24ore è uscito un articolo, in prima pagina, sulle classifiche di merito degli Atenei. Nessuna parola sul lavoro fatto dall'Unione degli Universitari, nè sulle posizioni che alcuni Rettori presero all'indomani della pubblicazione delle famose classifiche truccate del 24 Luglio: nessun problema, è una dimenticanza.

A noi basta notare che le classifiche che avevamo messo in luce, grattando con le unghie ed excel sotto i giochetti di contabilità, le vere classifiche che misurano il merito degli Atenei secondo i parametri ministeriali, finalmente vengono presentate per quello che sono, ufficialmente, da un giornale più autorevole che non il nostro "udu-informa".

Ci sono voluti 4 mesi di tempo da quel lontano 24 Luglio per far saltar fuori un piccola verità sul merito... un po' impegnativo, vero?

Nel disegno di legge di riforma dell'Università la parola merito ricorre 13 volte. Sono poche? Sono troppe? Ma soprattutto, visti gli errori, le inesattezze, le operazioni mediatiche messe, in atto, cosa intende esattamente il Ministro quando parla di merito?

 
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L'Antimafia rischia di avere un'arma spuntata!

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no mafiaPiccolo quiz: vi dice niente la legge 646/1982? Forse vi dice poco. In effetti la legge è più nota col nome Rognoni–La Torre? Già, Pio La Torre, ucciso nel 1982 in circostanze chiarite solo 10 anni dopo da un pentito di Mafia: l'ordine era partito proprio dal boss Totò Riina, la colpa di La Torre era la firma sotto quella legge, la 646/1982, una delle armi più forti contro il vero potere delle mafie, quello economico.

La legge Rognoni-La Torre permette la confisca da parte dello Stato dei beni appartenenti alle cosche mafiose e ne vieta la vendita, impendendo così che la Mafia possa riappropriarsi dei beni usando le enormi quantità di denaro a sua disposizione.

Insomma quei beni, una volta passati allo Stato, restano dello Stato, che può concederli in uso a scopo sociale (ad esempio a cooperative che coltivano le terre, o usando gli edifici per attività sociali) grazie alla prima legge di iniziativa popolare (più di un milione di firme raccolte), la 106/1996.

Oggi questo sistema rischia di appannarsi!!!

«Con l’emendamento votato ieri, 13/11/09, al Senato, che consente la vendita dei beni immobili confiscati alle mafie, viene di fatto tradito l'impegno assunto con il milione di cittadini che nel 1996 firmarono la proposta per la legge sull'uso sociale dei beni confiscati alla mafia e la loro restituzione alla collettività.» afferma il fondatore del gruppo Abele e presidente di Libera don Luigi Ciotti. «Il divieto di vendere questi beni è un principio che non può e non deve, salvo eccezioni, essere messo in discussione.»

L'Emilia Romagna non è esclusa dal fenomeno della confisca di beni mafiosi. Ce lo spiega il referente di Libera Parma, Giuseppe La Pietra: «Confiscare i beni ai mafiosi presenti su tutto il territorio nazionale, utilizzarli per finalità di carattere sociale è fondamentale se si vuol portare avanti una seria e concreta lotta alle mafie da parte di uno Stato credibile e autorevole. In Emilia Romagna i beni confiscati sono 64, di cui 2 a Salsomaggiore, già assegnati. E sono il segnale tangibile di come i tentativi di infiltrazione mafiosa possono trasformarsi nel radicamento delle organizzazioni criminali, anche nei così detti luoghi tranquilli. Lo strumento della confisca è fondamentale perché si sottrae quella ricchezza illecita e quel consenso sociale che sono due pilastri portanti della forza e della prepotenza mafiosa – afferma Giuseppe La Pietra, referente di Libera Parma - L’uso sociale dei beni confiscati è uno strumento formidabile di grande valore e impatto simbolico, utile sia per costruire un tessuto sociale e istituzionale capace di riconoscere realmente i diritti dei cittadini, liberandoli dall’oppressione mafiosa, sia per porre le basi di uno sviluppo economico legale concreto, come testimonia il lavoro delle Cooperative sociali del circuito Libera – Terra».

Continua Alessia, co-referente di Libera Parma: «La vendita dei beni confiscati alle cosche, così come prevista dal provvedimento approvato oggi al Senato, non garantisce pienamente che ad impossessarsene non saranno più i mafiosi. È notorio, infatti, come da tempo queste organizzazioni criminali, dotate di ingenti risorse finanziarie, si avvalgano di prestanome incensurati per infiltrarsi nel tessuto economico – produttivo - finanziario legale: questo non solo nel Mezzogiorno ma a livello nazionale.»

A gran voce l'Unione degli Universitari si unisce alla richiesta di Libera che nel passaggio alla Camera dei deputati, l’emendamento, facilmente traducibile in un ulteriore "regalo" alle mafie, venga pienamente abolito!

 

Rapito nella serata di ieri il Ministro Gelmini

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In seguito all'approvazione da parte del Consiglio dei Ministri della Riforma dell'Università l'Unione degli Universitari come azione di protesta ha deciso di "rapire simbolicamente" Mariastella.Chi fa le riforme continua a non ascoltare chi le subisce, infatti non c’è stato alcun tavolo di discussione con gli studenti sui temi della governance e del diritto allo studio.
L’università appartiene a chi la vive a chi la frequenta quotidianamente, a chi attraverso lo studio sogna di costruirsi un futuro con il proprio impegno e la propria determinazione, appartiene agli studenti.

Abbiamo diffuso un video (www.udu.it, facebook: unione degli universitari) col quale chiediamo il ritiro della riforma, adeguati finanziamenti per l’università e il diritto allo studio e la partecipazione degli studenti ad ogni discussione riguardante qualsiasi progetto di riforma.
La nostra idea è quella di un’università che sia pubblica, non ostaggio degli interessi dei privati, libera, senza barriere all’accesso, democratica, non in mano ai baroni, di qualità, perché possa davvero formare le coscienze, per tutti, non solo per i ricchi.
Pubblica, libera, democratica, di qualità e per tutti, questi sono i 5 punti che abbiamo elaborato per costruire una nuova idea complessiva di università dalla quale chiediamo al ministro di ripartire e che presenteremo ufficialmente il 6 Novembre a Roma durante una grande mobilitazione studentesca.
Con questa iniziativa non è nostro intento offendere nessuno o inneggiare alla violenza, stiamo solo usando uno strumento libero, usato sin dai tempi dei romani, la satira.

TUTTI A ROMA IL 6 NOVEMBRE
PER CHIEDERE IL RISCATTO!

 
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Italian Language Courses

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Free Italian Language Course (50 hours) for absolute beginners adressed to non-EU students enrolled at the University of Parma. From 7th September 2009 to 2nd October 2009. more informations (bottom of page) - application form (needed)

 

Soldi agli Atenei virtuosi

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Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera all'Agenzia di valutazione. La Gelmini ha firmato la ripartizione delle risorse e il taglio dei corsi inutili. articolo Repubblica - pagelle Atenei

 

 

A tutti gli iscritti al 3° anno

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ISCRITTI AL 3° ANNO: dal 2009/10 potrebbe non essere più possibile preiscriversi alla specialistica: i limiti per la laurea potrebbero essere anticipati da Marzo a Gennaio. Molto dipende dagli orientamenti di ciascuna facoltà.

 
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