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uduparma - Sindacato Studentesco

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ARRIVANO LE BORSE DI STUDIO.. ED ER-GO TAGLIA FUORI TUTTI GLI STUDENTI EXTRACOMUNITARI!

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librinoLe associazioni studentesche UdU Parma, UdU Forlì, UdU Ferrara, Unione Universitaria Modena e SDU Bologna sono costrette ancora una volta a denunciare le pesanti scorrettezze dell’azienda regionale Er.Go nell’amministrazione del diritto allo studio dell’Emilia Romagna.

E’ di ieri infatti l’annuncio da parte della stessa Er.Go che per l’Anno Accademico 2011/2012 verranno stanziati dalla regione circa 64 mln di euro per l’erogazione delle borse di studio, pari a 16.822 benefici. Peccato però che, dalle stesse graduatorie pre-definitive pubblicate ieri si evinca che il numero totale degli studenti risultati idonei (e che quindi avrebbero diritto alla borsa di studio) sia pari a 17.505, e che quindi per la prima volta la regione Emilia Romagna non pagherà il 100% delle borse di studio agli aventi diritto, fermandosi invece al 96,1%.

Ma chi saranno gli sfortunati 683 studenti universitari idonei che non riceveranno la borsa di studio? Ebbene la scelta di Er.go è caduta direttamente su tutti gli studenti extra-comunitari matricole dei corsi di laurea triennali, magistrali e magistrali a ciclo unico (se ne salvano solo 40, numero minimo garantito dal bando). Una scelta politicamente e legalmente incomprensibile che rischia di lasciare completamente privi di mezzi più di 800 ragazzi extracomunitari meritevoli aventi redditi tra i più bassi di tutti i richiedenti. Una scelta che odora di discriminazione.

Perché Er.Go non ha utilizzato criteri di merito e di reddito nella scelta degli idonei ma ha differenziato gli studenti in base alla sola provenienza?

Pare molto strano che l’azienda per il diritto allo studio di una regione che ha sempre visto nella multiculturalita' una risorsa, effettui una selezione di questo tipo e chiediamo dunque al Presidente Errani, da sempre sensibile e garante rispetto a queste problematiche, un azione forte e immediata per cancellare questo increscioso provvedimento di Er.Go.

Per le nostre associazioni la soluzione più semplice e immediata è senza dubbio portare la copertura delle borse dal 96,1 al 100%. Dai conti effettuati basterebbero meno di 3 milioni di euro (una briciola in confronto agli oltre 64 già stanziati) per concedere la borsa di studio a tutti gli aventi diritto.
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NIENTE EQUITA’, NIENTE GIOVANI, NIENTE ISTRUZIONE PUBBLICA:NIENTE FUTURO!

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La manovra finanziaria straordinaria di 30 miliardi di euro (di cui 20,1 per assicurare il pareggio di bilancio nel 2013) rinominata “Decreto salva Italia” dovrebbe servire ad evitare il fallimento dell’intero Paese, ma gli interventi proposti rischiano di portare al fallimento giovani, pensionati e chi ha fatto molti sacrifici in questi anni ed è ora chiamato nuovamente a “stringere la cinghia”.

Questa non è equità. Non possiamo che notare come, ancora una volta, si cerca di scaricare il costo della manovra sulle categorie più deboli che hanno già fatto sacrifici duri in questi anni. I pensionati e i redditi medio-bassi dovrebbero pagare per tutti, anche per chi non ha mai pagato, anche per chi si è arricchito grazie alla speculazione e alle rendite.

Se è vero che serve una manovra, è altrettanto vero che questa proposta non è l’unica manovra possibile e che è possibile intervenire chiedendo i sacrifici a chi se lo può permettere e riorganizzando la spesa statale. 16 miliardi di euro dalla vendita delle frequenze televisive e 20 miliardi di euro che l'Italia sta spendendo per comperare 131 caccia bombardieri nucleari F35 Lockheed significano 36 miliardi di euro. Questi due interventi da soli garantirebbero quindi entrate e risparmi ben superiori a quelli previsti dalla manovra del Governo Monti, garantendo a pieno la tenuta dei conti per il 2012.

Anche in questo caso però sono possibili ulteriori interventi. In Italia quasi il 45 per cento della ricchezza nazionale, equivalente a 3.700 miliardi, è nelle mani del 10% delle famiglie. Una patrimoniale alla francese, con un'aliquota allo 0,5 per cento della ricchezza, darebbe un gettito di oltre 5 miliardi di euro l'anno. Andando ad incidere sulle 240 mila famiglie più ricche, l'1% del totale, significherebbe per ognuna di esse pagare, in media, su un patrimonio che è in media di quasi 4,5 milioni di euro a famiglia, 22.500 euro l'anno.

In un momento di crisi è inoltre urgente quanto non mai affrontare ed estirpare per sempre il fenomeno dell’evasione e dell’elusione fiscale, cominciando a chiedere a chi ha evaso sinora di pagare. L’intervento sui capitali rientrati con lo scudo fiscale è infatti puramente simbolico e a fronte dei 2,1 miliardi circa che si intende così ricavare, è bene ricordare che una tassazione aggiuntiva del 15%, portando quindi i capitali evasi ad essere tassati al 20% complessivo, potrebbe ora fruttare 21 miliardi aggiuntivi. Interventi strutturali andrebbero poi attivati per colpire l’evasione e l’elusione fiscale, con stime che negli ultimi anni parlano di mancate entrate per oltre 250 miliardi di euro l’anno.

Tutte queste cifre sono la dimostrazione che ci sono ampi margini per poter realizzare manovre alternative che garantiscano la tenuta dei conti ma che non chiedano sacrifici sempre alle solite categorie. Un’altra manovra è possibile. E’ possibile varare una manovra che metta in sicurezza i conti pubblici e che preveda nuovi investimenti strategici per l’occupazione giovanile, per la scuola, l’università e la ricerca pubblica e per rimettere in moto il Paese.

I 20 miliardi che oggi sono spesi nell’acquisto degli aerei militari, possono ripianare più di due anni di tagli dell’ormai ex Ministro Gelmini, così come per i 21 miliardi che si potrebbero facilmente ricavare da una seria tassazione dei capitali rientrati con lo scudo fiscale o i 16 miliardi ricavabili dalla vendita delle frequenze televisive; un solo caccia equivale a circa 50.000 borse di studio, 50.000 speranza per il futuro del nostro Paese.

Per questo saremo in piazza lunedì a fianco dei sindacati, per dire che siamo consci del periodo di grossi sacrifici, ma che è giusto che cominci a farli chi non li ha mai fatti:  gli evasori, i grandi patrimoni e gli speculatori. Le priorità devono essere giovani e istruzione pubblica, diritto allo studio. Oggi tutto questo non si fa pur di non vendere le frequenze o continuare in folli spese militari: si sacrificano giovani, pensionati e lavoratori pur di non toccare le reti televisive o gli armamenti.

Protestiamo perché nella manovra non c'è nulla sul futuro dei giovani e sull’istruzione pubblica. Non devono essere i nostri genitori e i nostri nonni a pagare. Prima di rassicurare i mercati vogliamo rassicurare un'intera generazione che non vede più il futuro davanti a sé e che, questa si, rischia il vero fallimento.

 

LUNEDI TUTTI DAVANTI LA PREFETTURA ALLE ORE 15:00

 

PARMA... UNA CITTA' PER TUTTI

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C’è una grande differenza tra l’essere una città universitaria ed essere una città con l’Università, crediamo infatti che Parma sia sempre stata poco attenta alle esigenze degli studenti di cui molti sono fuori sede o pendolari.

L’Unione degli Universitari ritiene necessario quindi che si stabilisca un nesso tra l’Università e le amministrazioni a tutti i livelli, per poter erogare e garantire una serie di servizi fondamentali per la vita quotidiana degli studenti che ogni anni scelgono Parma come luogo dei loro studi.

Per questo abbiamo elaborato questo documento suddiviso in cinque macrocategorie: affitti, trasporti, biblioteche, la carta dei servizi e come vediamo la città nel suo insieme.

Questo vuole essere uno spunto ai candidati sindaco o ai candidati alle primarie che si vorranno interessare del tema università parlando con chi di università e raprresentanza si occupa tutti i giorni.

Infatti siamo disponibili a incontrare i candidati per confrontarci sul programma e portare alla loro attenzione le esigenze e i bisogni degli studenti e dei giovani della nostra città.

Scarica il documento completo delle proposte.

 


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